Dati_riassuntivi_ETS
E' on line il Report 2023 delle attività di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto ETS 
Qui di seguito i principali dati di attività, in fondo alla pagina il link per scaricare la versione integrale.
Per ulteriori approfondimenti 
Uffico Comunicazione e Relazione Esterne Tel. 041 9656440

Giuseppe Di Falco, Presidente

Il 2023 ha confermato il rilevante ruolo che la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto ONLUS (FBOV) ha consolidato nell’ultimo decennio in campo nazionale ed internazionale. Numeri eccezionalmente lusinghieriin termini di procurement di cornee e di resa delle stesse ai fini del trapianto, al disopra dei migliori dati europei, in uno con un’alta percentuale di cornee ingegnerizzate che rendono meno invasivo l’intervento e ne migliorano i risultati, sono il frutto di lunghi anni di ricerche finalizzate alla cura.

Ma questo Report riserva altre sorprese di grande impatto, presentando un esempio concreto di utilizzo dell’intelligenza artificiale nello studio preoperatorio della vitalità della cornea, indispensabile per dichiarane l’idoneità al trapianto. Si tratta di un brillante
esempio di applicazione clinica di qualcosa che fino a poco tempo fa appariva futuribile e di dubbia utilità.
Nell’altro campo, ancora più sfidante, della ricerca di cure per le malattie degenerative della retina, la cui incidenza cresce con l’innalzarsi dell’età media della nostra popolazione, nuove sinergie con importanti Istituzioni europee ed americane sono state perfezionate nell’intento di raggiungere quanto prima possibile risultati clinici concreti.

Un’altra importante novità organizzativa della Banca è la realizzazione di un nuovo laboratorio dedicato in via esclusiva all’addestramento dei chirurghi nell’utilizzo clinico di cornee sempre più sofisticate messe a punto in FBOV. L’attenzione all’attività dei chirurghi si traduce in attenzione al paziente il vero beneficiario degli sforzi congiunti della Banca e della classe chirurgica.
Quest’anno con l’imminente passaggio di FBOV da ONLUS a Ente del Terzo Settore (ETS), l’attuale CDA andrà a scadenza e si procederà, come da previsione statutaria alla nomina dei nuovi Amministratori.

L’esperienza vissuta negli ultimi otto anni in FBOV è stata entusiasmante non solo perché ha consentito a me ed agli amici del CDA di vedere da vicino un’attività clinica e di ricerca di alto profilo, ma anche per l’alta qualità delle persone che vi lavorano e per l’efficace rete di relazioni che regola la loro attività. Pur nell’impossibilità di citare tutti i settori di FBOV ed i Professionisti che se ne occupano, non posso non fare riferimento al Direttore della Banca, il Dr. Diego Ponzin, vera anima di questo meccanismo perfetto da lui guidato con tenacia e ingegno agli straordinari traguardi attuali.

L’intensa attività di Comunicazione della Banca testimonia da sempre, non solo la disponibilità verso i trapiantati e le famiglie dei donatori, ma anche la riconoscenza verso tutti gli anelli della Rete Trapianti del Veneto, struttura indispensabile per raccogliere la
volontà di donare della popolazione e far sì che arrivi a beneficiare chi ne ha bisogno. Alle Autorità Regionali che sovraintendono all’attività sanitaria in generale e dei trapianti in particolare vanno riconosciute attenzione e collaborazione riservate alla Banca in anni non semplici per i noti fatti epidemici.

Concludo con un sentito ringraziamento agli amici del CDA che non hanno mai fatto mancare il loro indispensabile apporto ed equilibrio per scelte sempre finalizzate alla ricerca di cure migliori.
E per la Banca nel suo complesso un auspicio…
Ad maiora!

Il confermarsi degli incredibili dati relativi alle donazioni dell’anno precedente e, anzi, il loro ulteriore aumento, ha
reso il 2023 un anno di crescita a 360° per la Medicina delle donazioni.
Sono cresciute in quantità e qualità le relazioni con i Coordinamenti Ospedalieri per i Trapianti, sono cresciute le competenze del personale dell’area nell’ottica di rendere i tessuti sempre più sicuri e tutelati, è cresciuto il numero di Medici Incaricati del Prelievo e, con esso, la capacità di rispondere in tempi il più brevi possibili a segnalazioni che vengono da un territorio in cui, i due ospedali più lontani tra loro, distano quasi 300 km. Sono cresciute le attività di formazione esterna, occasioni di incontro e confronto con i colleghi dei vari Presidi Ospedalieri, estese anche a nuovi ospedali di comunità. Una crescita globale ed armonica, quindi, che ha caratterizzato quest’ultimo anno trasformando ogni possibile difficoltà in una sfida vinta.

Ilaria Zorzi, responsabile medicina delle donazioni

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Attività di distribuzione

Il grafico sottostante descrive l’andamento della distribuzione di tessuti oculari inviati per trapianto da Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, suddivisi per tipologia di preparazione, negli anni compresi tra il 2019 e il 2023.

Nell’ultimo anno l’attività di distribuzione si è allineata ancor di più al contesto internazionale: come già avviene nella chirurgia statunitense, anche in Italia cresce il ruolo preponderante delle cheratoplastiche endoteliali, più selettive ed efficaci, prevalenti rispetto a quelle a tutto spessore (cheratoplastiche perforanti). Spinta dalle richieste della rete nazionale e internazionale di chirurghi oftalmologi, che vede 360 professionisti e circa 200 centri di trapianto, Fondazione Banca degli Occhi del Veneto è oggi la principale agenzia di alta specializzazione in grado di distribuire tessuti per endocheratoplastiche in Europa.

I dati del 2023 confermano infatti il trend in ascesa dei tessuti per DSAEK (1565 tessuti distribuiti nel 2023, con un incremento del 20% rispetto al 2022), dei tessuti preparati per DMEK dove si registra un aumento del 10% dei lembi distribuiti (complessivamente 567
lembi), e delle cornee intere per EK che tra il 2022 e il 2023 hanno subito un aumento del 13% passando da 521 tessuti nel 2022 a 588 del 2023.
Complessivamente, nel corso del 2023 il numero di tessuti preparati nel nostro laboratorio per DSAEK e DMEK ha superato di 789 unità le cornee distribuite per cheratoplastica perforante.
L’evoluzione di queste tecniche di preparazione dei tessuti hanno trasformato radicalmente le procedure e i processi di lavoro. Una trasformazione che è anche il frutto dell’attività di ricerca, formazione e della costante sinergia con i più qualificati chirurghi oftalmologi in ambito nazionale ed internazionale.

Carlo Griffoni, Direttore di Gestione

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Evoluzione distribuzione tessuti corneali

distribuzione in Italia

L’organizzazione settimanale delle attività del laboratorio si è adeguata alle esigenze organizzative delle sale operatorie e alla conseguente programmazione chirurgica, in modo da concentrare la selezione e la preparazione di oltre il 50% dei tessuti oculari nei primi giorni della settimana.

Per quanto riguarda le attività nel weekend e nei giorni festivi, il personale garantisce la copertura operativa tutti i giorni dell’anno affinché i tessuti siano posti in conservazione nel minore tempo possibile dopo il prelievo. Durante i giorni festivi, inoltre, il personale del laboratorio assicura la fornitura di tessuti per chirurgia urgente in tutti i casi in cui sul territorio nazionale ne sia segnalata la necessità dai chirurghi oftalmologi.
Approfonditi studi di laboratorio hanno dimostrato quanto sia importante per il successo dell’intervento chirurgico preparare i tessuti per la chirurgia endoteliale posteriore (DSAEK e DMEK) quanto più vicino possibile alla data di trapianto. Per questo motivo in laboratorio è assicurata la presenza di un tecnico specializzato per la preparazione di questi tessuti anche durante i fine settimana e nei giorni festivi.
Lo scopo finale di questo impegnativo sforzo organizzativo è valorizzare al massimo ogni donazione di tessuto e garantire ai pazienti l’innesto di tessuti di elevata qualità e sicurezza, anche in situazioni emergenziali.

Davide Camposampiero, Responsabile del Laboratorio

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L’intelligenza artificiale nel laboratorio dei tessuti corneali

Quando si valuta la qualità di una cornea da destinare al trapianto, la densità delle cellule dello strato più interno del tessuto, denominato endotelio, è un parametro critico per stabilire l’idoneità al trapianto, e rappresenta un importante fattore prognostico del successo a lungo termine della chirurgia.
Tradizionalmente, il calcolo della densità delle cellule dell’endotelio corneale richiede una procedura manuale soggetta a potenziali errori umani. L’operatore, inoltre, va incontro a problemi di affaticamento (è una pratica che si effettua al microscopio), che possono diminuire la consistenza dei dati.
Grazie agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, applicata all’analisi delle immagini, nel laboratorio di Fondazione è stato validato un software basato su reti neurali artificiali che utilizzano un algoritmo (procedura o istruzione) di apprendimento automatico, ispirato al funzionamento del cervello umano. Utilizzando centinaia di dati ricavati da immagini dell’endotelio umano, queste reti neurali sono state addestrate per riconoscere e contare le cellulecon elevata precisione.
L’adozione della tecnologia basata sull’intelligenza artificiale per il calcolo della densità delle cellule endoteliali offre numerosi vantaggi: innanzitutto, riduce il tempo necessario per eseguire la valutazione dell’idoneità della cornea al trapianto; in secondo luogo, migliora la precisione e l’attendibilità delle misurazioni, riducendo al minimo gli errori umani e aumentando la coerenza nei risultati. Infine, riduce l’affaticamento degli operatori, aumentandone l’efficienza e l’efficacia. 

Uno studio per migliorare la sicurezza microbiologica dei tessuti corneali

La cornea è il tessuto “di confine” del nostro organismo che delimita la parte esterna dell’occhio e per questo non è sterile, né si può sterilizzare, perché un processo di questo tipo danneggerebbe le cellule che la compongono.
Per evitare l’insorgenza di infezioni oculari che teoricamente potrebbero essere veicolate dai tessuti trapiantati, sono fondamentali i controlli microbiologici durante la conservazione dei tessuti.
I controlli vengono effettuati mediante la semina di un’aliquota del terreno di conservazione di ciascuna cornea in sistemi che rilevano la crescita di batteri o funghi eventualmente presenti.
Le cornee in cui si evidenzia la crescita di un microrganismo non possono essere destinate al trapianto.
Presso il nostro laboratorio è iniziato uno studio sull’applicazione originale e innovativa di un test rapido per l’individuazione di microrganismi fungini nel terreno di conservazione dei tessuti corneali.
Il nuovo sistema diagnostico utilizza un anticorpo monoclonale per rilevare l’antigene di Aspergillus sp.
Questo sistema, che normalmente è utilizzato in clinica diagnostica, potrebbe trovare impiego nello screening microbiologico dei tessuti destinati al trapianto.

La ricerca di Fondazione è TRANSLATIONAL RESEARCH, ossia una ricerca scientifica mirata al miglioramento del trapianto di cornea e all’identificazione di nuove e più efficaci strategie terapeutiche per gravi patologie dell’occhio.

Cornea:Terapia cellulare

Secondo un recente articolo, nel mondo, per ogni cornea da donatore disponibile vi sarebbero almeno 70 pazienti in attesa di trapianto di cornea. Per aumentare il numero di tessuti disponibili, in particolare per pazienti con disfunzioni dell’endotelio corneale, Fondazione sta perseguendo una strategia di ricerca e sviluppo con l’obbiettivo di rigenerare lo strato corneale profondo, ossia l’endotelio corneale, a partire da cellule (= TERAPIA CELLULARE). Gli endoteli corneali ricostruiti in laboratorio a partire da cellule primarie (provenienti da donatore) o differenziate da induced Pluripotent Stem Cells (iPSCs) o mesenchimali potrebbero quindi essere
trapiantati utilizzando tecniche e strumenti chirurgici attualmente in uso per il trapianto di cornea endoteliale di tipo DMEK.

Cornea_Chirurgia
Le richieste di tessuti per trapianti di cornea a tutto spessore sono ormai state superate dalle richieste per trapianti di tipo lamellare, anteriore (DALK) o posteriore (DSAEK, Ultra-Thin DSAEK e DMEK). I chirurghi inoltre sembrano preferire sempre di più tessuti «pronti all’uso», preparati dalle banche degli occhi, pre-tagliati o pre-caricati all’interno di dispositivi da utilizzare in sala operatoria. Tali innovazioni però richiedono sessioni di training ed analisi dei risultati, in modo da ottimizzare l’efficacia clinica dell’intervento chirurgico.

La retina

La degenerazione maculare senile è una delle patologie che più interessano la popolazione anziana.
È una patologia altamente invalidante che conduce lentamente alla cecità.
Non esistono al momento cure, ma solamente terapie per rallentare il progredire della patologia.
Fondazione, in collaborazione con il National Eye Institute (Bethesda, MD USA), sta sviluppando un progetto di terapia cellulare il cui scopo è di sostituire l’epitelio retinico pigmentato difettoso con uno nuovo, prodotto in laboratorio a partire da cellule staminali indifferenziate. Il trapianto di un nuovo epitelio retinico pigmentato sano permetterebbe ai fotorecettori di riacquistare la loro
piena funzionalità.
Grazie ad una ricercatrice che per 6 mesi è stata ospite nei laboratori del National Eye Institute ad apprendere le tecniche per la rigenerazione dell’epitelio retinico pigmentato, l’applicazione clinica appare oggi più vicina.

Le malatte rare

L’impegno di Fondazione nel campo delle malattie genetiche rare si concentra sullo studio di due importanti patologie della superficie oculare, la Sindrome EEC e l’Aniridia.

Per quanto riguarda la Sindrome EEC è da anni attiva una collaborazione con l’Università di Padova per lo sviluppo di un collirio molecolare in grado di silenziare la copia mutata del gene p63 (= TERAPIA GENICA), responsabile principale della patologia. Nel 2023 sono stati valutati anche approcci mediante vescicole extracellulari isolate dalle cellule.

Per quanto riguarda l’Aniridia, Fondazione è entrata a far parte di un network finanziato dalla Commissione Europea (https://aniridia-net.eu/) che comprende i più importanti clinici, scienziati e studiosi di questa patologia che affligge i pazienti fin dalla tenera età.
Il 29-30 Giugno 2023, cinquanta studiosi da tutta Europa e USA si sono incontrati al Padiglione Rama per parlare di nuove terapie e ricerca scientifica per l’Aniridia.

La ricerca clinica

Fondazione promuove e partecipa a studi clinici in collaborazioni con Università e centri ospedalieri per valutare l’efficacia di nuove formulazioni farmacologiche (per esempio, colliri) o di dispositivi medici (per esempio, lenti a contatto).

Stefano Ferrari, Responsabile dell'équipe di Ricerca

Per approfondimenti

Per le pubblicazioni

La partecipazione alla terapia, con la Medicina delle donazioni e i Trapianti, rappresenta una modalità indiretta, che Fondazione attua attraverso il lavoro dei medici e dei chirurghi negli ospedali.
Realizzare la propria missione attraverso un impegno diretto, ha comportato la realizzazione di un Centro che si occupa di diagnosi e cura nel campo delle malattie rare, anche di natura genetica, delle malattie della superficie oculare, e delle infezioni oculari gravi, anche attraverso la realizzazione di percorsi terapeutici personalizzati, e cercando di attuare una sinergia con la sanità pubblica.
Tutto questo, con un particolare atteggiamento di attenzione e protezione, un cercare di prendersi cura non solo della salute fisica, ma anche del benessere della persona, lavorando per chi ha gravi problemi di vista, e anche per chi ha paura di perderla, con responsabilità e partecipazione.
Il Centro di Diagnosi e Consulenza di Fondazione Banca degli Occhi è una sorta di laboratorio nell’ambito del quale si assistono le persone affette da problemi di vista, mediante la realizzazione di sinergie innovative.
La diagnosi precoce, anche con tecniche di imaging e genetica molecolare, consente interventi che coinvolgono anche il sistema sanitario pubblico.
Oltre alla collaborazione pubblico-privato, che avviene secondo le regole della medicina convenzionata, si favorisce l’attività della sanità pubblica garantendo spazi, attrezzature e risorse umane.
La tipicità e la gravità delle malattie oculari che vengono studiate, favorisce un coinvolgimento dei ricercatori e degli stessi pazienti, che diventano talvolta sostenitori, e contribuiscono al finanziamento dei progetti di ricerca, o all’assistenza di altri pazienti.
Si tratta di un luogo in cui si pratica un’innovazione che necessita del coinvolgimento di tutti i protagonisti della cura: pazienti, personale sanitario, ricercatori, amministratori, gli ultimi indispensabili a vigilare e garantire la sostenibilità economica delle attività.
Fondazione infine partecipa alle attività del Centro Cornea e Superficie Oculare, realizzato in cooperazione con Aulss3 Serenissima.
In questo centro, oltre alla cura di pazienti che necessitano del trapianto di cornea, si svolgono ricerche cliniche volte a realizzare nuove terapie per le infezioni oculari, o a migliorare la possibilità di diagnosi precoce e le tecniche di trapianto.

Diego Ponzin, Direttore Sanitario

Per approfondimenti

Nel 2023 i tanti progetti di comunicazione realizzati hanno avuto come obiettivo quello di consolidare il legame e la fiducia con i cittadini e il territorio mettendo al centro la forza del dono e il bene prezioso della vista. Il costante dialogo e la cura delle relazioni con i pubblici di Fondazione ha generato inoltre numerose iniziative nate dalla volontà di singoli cittadini, famiglie o associazioni rafforzando il senso di comunità.
Gli eventi musicali realizzati in collaborazione con le Istituzioni e i coordinamenti ospedalieri trapianti hanno coinvolto
un numero elevato di cittadini; da segnalare inoltre la realizzazione di campagne di prevenzione e di screening in numerose piazza del Veneto.
La fiducia e il sostegno a Fondazione sono stati confermati dalla crescita delle scelte del 5x1000, dalla partecipazione di numerosi cittadini al progetto Venicemarathon, dall’adesione ai progetti di raccolta fondi, dagli eventi promossi da singoli o gruppi, dalle donazioni liberali e atti testamentari. .

Enrico Vidale, Responsabile Comunicazione e Raccolta Fondi

 

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